di Luca Carrara

Ci penso ogni sera. Quando torno a casa, imbottigliato
nel traffico della città più assurda del mondo, Milano...


...con la nebbia che mi graffia le ossa, la pioggia che scende, ci penso e sento tanta nostalgia.Una macchina mi affianca, vuole sorpassare sulla destra, suona il clacson come impazzita: avrei voglia di mandarlo al diavolo.

Invece chiudo gli occhi, conto fino a cinque e vedo il mare di Porto Seguro, di un azul come è azul no ceu do verão. Me l’ha detto un mio amico «Quando sarai a casa e ti sentirai triste, nervoso, stressato o arrabbiato, pensa a Porto Seguro e tutto passerà». Ha ragione, è una buona medicina.

Ancora non so se quello che mi passa dentro come una scossa di malinconia ogni volta che vedo qualcosa di brasiliano possa chiamarsi effettivamente saudade.


Di sicuro è qualcosa di strano che mi lascia tristezza ma mi riempie il cuore, perché i colori del Brasile sono qualcosa di magico e indefinibile, qualcosa che va visto almeno una volta nella vita.